Il paese
James spinge la porta piccola. Dentro c'è una sola stanza, fredda e chiusa: un letto, una sedia, un tavolo, e in un angolo una piccola stufa di ferro, quasi spenta. Sul tavolo una lampada fa una luce gialla e bassa.
Sul letto c'è un uomo magro, con la barba lunga e i capelli grigi sulla fronte. Ha le mani tra le ginocchia. Quando vede la porta aperta, prova a stare in piedi, troppo veloce. Le gambe non vanno, e l'uomo torna giù sul letto.
È la faccia della foto di Londra: una faccia che nessuno guarda due volte. James la guarda due volte.
«Reed?», chiede James, piano.
L'uomo non risponde subito. «Chi La manda?», chiede Reed.
«Londra», risponde James. Poi aggiunge: «"Scrivo quando sono sicuro." Lo ha scritto Lei.»
Reed chiude gli occhi un momento. «Sì», dice Reed. «Chiedo scusa.»
Poi guarda Claire, sulla porta, con il piatto in mano.
«È con me», dice James.
Claire chiude la porta e dà il piatto a James. James lo mette tra le mani di Reed. Le mani tremano, e un poco di minestra cade sulla coperta.
James prende la sedia e la mette davanti al letto. Fa le domande una alla volta.
«Da quanto tempo è qui?», chiede James.
Reed guarda il piatto. «Quattordici piatti», risponde Reed. «Forse.»
«Chi?», chiede James.
«Lunedì mattina», dice Reed. «Due uomini. Uno ha una giacca di pelle.» La sua mano fa un piccolo gesto, come per aprire una porta che non c'è.
L'uomo con il dente rotto, pensa James.
«Le casse?», chiede James.
«Le carte dicono macchine da cucire», risponde Reed. «Il peso no.»
«Santini ha firmato le carte?», chiede Claire, dalla porta.
Reed guarda Claire, poi James. «Santini è il mio uomo», dice Reed. «Gli ho detto tutto.»
James aspetta.
«Il tedesco ha voluto una cosa», dice Reed, dopo un momento. «Santini no. L'ho sentito dalla porta.»
Una cosa. Reed non dice quale.
«Il venti», dice Reed. «La nave. All'alba.» Resta zitto un lungo momento. «Io... con le casse», dice Reed poi. «Lo ha detto Santini, sabato: "Lunedì sera ti porto giù, al porto. Mi dispiace."»
Claire, vicino alla porta, ha le braccia strette sul petto, e trema. In fondo al letto c'è una seconda coperta. James la prende e la mette nelle mani di Claire.
Claire dice una parola in francese, piano: «Merci». Cioè "grazie".
Alla parola francese Reed alza gli occhi verso Claire, un momento. Poi li abbassa.
James toglie la giacca blu. Prende la Walther e la mette nella cintura. Poi mette la giacca sulle spalle di Reed.
«Lei ha fatto il Suo lavoro, signor Reed», dice James. «Adesso lo faccio io.»
«Che giorno è oggi?», chiede Reed.
«Lunedì», risponde James.
Lunedì sera, pensa James. Stanotte.
«Il medico è a Bastia», dice Claire, piano. «A tre ore.»
«Tre ore di curve e di ghiaccio, al buio, con un uomo che non sta in piedi», risponde James. «E sulla stessa strada, stanotte, sale Santini. Lo aspetto qui.»
«Resto», dice Reed. «Voglio vedere Santini.»
Alle sei meno un quarto James riporta il piatto vuoto alla casa grande. La signora Santini è vicino al fuoco, con le mani in grembo.
«Il Suo amico ha la febbre», dice James. «Restiamo con lui stanotte.»
«Paul lo sa?», chiede la donna.
«Domani lo sa», risponde Claire, dietro di James.
La donna guarda Claire un momento. Poi fa sì con la testa. «Porto coperte e legna», dice la donna.
«Il telefono, signora?», chiede James.
«Al bar», risponde la donna. «Sulla piazza.»
Alle sette James è al bar, nella piazza piccola sotto la chiesa. Il padrone, un uomo vecchio con un maglione grigio, mette il telefono sul bancone e torna nella stanza dietro, dove una radio parla piano. James dà il numero all'operatrice e aspetta.
«Bastia per Londra», dice l'operatrice, lontana, a un'altra operatrice.
«Com'è il mare?», chiede Moneypenny.
«Un po' mosso», risponde James.
«Un momento», dice Moneypenny.
Poi la voce di M, bassa.
«Ho trovato lo zio», dice James. «Sta male, ma è vivo.»
«E il venti?», chiede M.
«All'alba», risponde James. «In mare.»
«E il cliente?», chiede M.
«Non lo so», risponde James. «Non ancora.»
«Domani all'una, al porto: due colleghi e un medico», dice M. «La parola è quella della busta.» Una pausa. «E tu?»
«Io resto», risponde James.
Silenzio, sulla linea. Poi M chiude la linea, senza un saluto.
«Ventotto euro, la telefonata», dice il padrone, dalla porta della stanza dietro. James paga.
Nella casa vecchia Reed alza la testa. «Londra lo sa?», chiede.
«Adesso sì», risponde James.
Poi preparano la stanza. James mette la legna della signora nella stufa, e il fuoco torna. Reed va nell'angolo, dietro la stufa, con due coperte, e rende la giacca a James. Sul letto James mette il cuscino, sotto una coperta, e sopra la coperta la sua giacca blu. Nella luce bassa, è la schiena di un uomo che dorme.
«E i gendarmi?», chiede James.
«All'alba, dopo», risponde Claire. «Con i gendarmi, il paese lo sa, e Santini non viene. Vivo: mi serve vivo.»
James spegne la lampada e resta in piedi dietro la porta, in camicia, contro il muro, con la Walther in mano. Claire è sulla porta.
«Il ferro giù, come prima», dice Claire. «Santini guarda il ferro, prima di entrare.»
Una donna con una frase a metà, pensa James, e in mano il ferro della mia porta. Guarda Claire un momento. «Giù», risponde James.
Claire esce. Da fuori abbassa il ferro della porta: tutto come prima. Poi va al muro basso, sopra il sentiero, e resta lì, nell'ombra del noce.
Alle otto, nella casa grande, la signora Santini spegne la luce. Il paese dorme. Poi c'è solo il silenzio: il vento sul tetto, un cane lontano. Il freddo entra nella camicia di James. Le nove. Le nove e mezza.
Alle dieci meno venti qualcosa batte sul tetto, una volta, con un piccolo rumore secco: una pietra. È Claire.
Dalla finestra piccola James vede, giù, lontano, sul sentiero, una torcia che sale piano tra i muri. Torna dietro la porta, e aspetta.
Passi, nel cortile, sul ghiaccio: lenti e pesanti. Vicino alla porta i passi finiscono. Poi niente. Un silenzio lungo. James non respira. Nell'angolo, anche Reed non respira.
Poi il ferro della porta sale, piano, con un piccolo rumore.
Qualcuno spinge la porta. Un uomo entra: grande, pesante, in impermeabile blu, con una corda sulla spalla, una coperta sotto il braccio e una torcia in mano. Nella mano non ha una pistola. La luce della torcia passa sulla stanza e trova il letto: la giacca blu, la forma sotto la coperta. L'uomo resta fermo.
«Buonasera, signor Santini», dice James, dietro di lui.
Santini non risponde. La luce della torcia resta ferma sul letto.